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“Tu concepirai nel tuo seno e partorirai un figlio … e sarà chiamato Figlio dell’Altissimo .. il suo regno non avrà fine ». – ” Avvenga di me secondo la tua parola” – “E il Verbo si fece carne “ – “Un bambino è nato , un figlio ci è dato a noi” Quel bambino è Dio tra gli uomini . E ‘accaduto a Nazareth, avvenuto a Betlemme . Quel bambino sorride, è Dio che ci sorride . Quel bambino piange ed è Dio in sofferto dolore per quest’umanità, che ha assunto la nostra carne in Maria. Quel bambino alza le sue piccole mani ed è Dio che ci accarezza nella sua infinita tenerezza.
Quella notte belemnita è tutta luce . La povertà della mangiatoia diventa tutta ricchezza, la più grande delle ricchezze. E ‘Natale.
Non perdiamo lo stupore davanti al Natale. Recuperiamo l’infinito mistero di Dio rivelato agli uomini. Che grande, molto grande sia il nostro stupore di fronte a Dio, bambino a Betlemme e Pane di Vita Eterna sull’altare. Incessante sia la nostra gratitudine dinnanzi all’ineffabile mistero dell’Incarnazione che si prolunga nell’Eucaristia .
Andiamo tutti ad adorare il Santissimo Sacramento: lo stesso Signore nato a Betlemme. Ad adorarlo con Maria, sua Madre e Giuseppe, e con tutto quelli piccoli che Dio per la sua grazia li rende grandi. Entriamo, senza paure, nell’intimità dell’adorazione per trovare Dio che ci sorride e ci accarezza in Gesù, il Messia Salvatore.
Buon Santo Natale!
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ultime notizie
OGNI 15 DEL MESE
RUBRICA a cura di P. Serafino Tognetti,
Comunità dei Figli di Dio
Adorazione Eucaristica (7°)
tratto dal libro “Adorazione” di P Serafino Tognetti
In senso stretto, Gesù poteva portare la croce fino al Calvario da solo, il Padre avrebbe potuto dargli un “surplus” d’energia per quell’ultimo tratto del percorso. Dire che Dio “ha bisogno” è quasi un’eresia; Dio, di per sé, non ha bisogno, ma vuole aver bisogno. La Passione che ci salva la compie Gesù: l’arresto l’ha subito Lui, la flagellazione, la coronazione di spine, l’agonia sulla croce… tutto, tutto ha fatto Gesù… tranne un pezzetto: gli ultimi cento metri prima di arrivare in cima al Calvario. Quelli li fa un uomo portando la croce al posto di Gesù. Il 99,9% lo fa il Cristo, lo 0,1% lo fa un uomo. Ma la Provvidenza dispose che senza quella frazione minima, la Redenzione non sarebbe avvenuta.
L’adorazione è allora quel nostro zero-virgola-uno per cento? Penso di sì. Fa tutto
Liturgia creativa
ultima edizione del Libro scritto da don Riccardo Pane, diocesi di Bologna
Premio Religion en Libertad “Nueva Evangelización” 2021
“So per esperienza che non c’è miglior esorcismo per un luogo che una cappella di Adorazione Perpetua”
Il sacerdote Justo Lofeudo è un missionario della Santissima Eucaristia e da anni gira per la Spagna e il mondo intero promuovendo l’adorazione eucaristica e soprattutto l’apertura di cappelle di adorazione perpetua. Grazie alla sua dedizione disinteressata a questa missione, sono state aperte numerose cappelle, grazie alla generosità di numerosi adoratori disposti ad essere disponibili giorno e notte, in città e paesi di diversi paesi. Col tempo, i frutti sono visibili non solo nelle persone che vengono a pregare lì, ma anche nell’ambiente in cui si trovano queste cappelle.
Per questo lavoro inestimabile, padre Lofeudo è stato riconosciuto con il premio Religion en Libertad “Nueva Evangelización” 2021.
La presentazione di gala di questi premi si terrà il 25 novembre alle 19.00
OGNI 15 DEL MESE
RUBRICA a cura di P. Serafino Tognetti,
Comunità dei Figli di Dio
Adorazione Eucaristica (6°)
tratto dal libro “Adorazione” di P Serafino Tognetti
In ginocchio da te
Questa è la spinta per vivere l’adorazione eucaristica. Se compio un atto di adorazione prima della celebrazione eucaristica, intendo mettermi in comunione in anticipo con Colui del quale mi ciberò. Questo fu il primo apostolato del santo Curato d’Ars. Quando fu fatto parroco ad Ars, alla sua prima Messa nella nuova parrocchia non venne nessuno. C’era infatti il timore di farsi vedere in chiesa e la paura delle persecuzioni contro i cristiani. Il Curato celebrava l’Eucarestia alle sette del mattino; si alzava alle quattro, andava in chiesa e si metteva in ginocchio davanti al Santissimo Sacramento e stava lì fino all’ora della Messa. Perfettamente da solo. Dopo un po’ di tempo la gente del paese cominciò a incuriosirsi e si chiedeva che cosa facesse il parroco tanto tempo in chiesa senza fare niente. Iniziarono timidamente ad affacciarsi… Una signora andava a mettersi poco distante da lui e ogni tanto gli dava una sbirciatina; ma il Curato stava fisso, senza guardare chi vi fosse intorno. Pian piano la gente cominciò a pensare che se il parroco rimaneva lì fermo, avrebbero potuto farlo anche loro e qualcuno cominciò a fargli compagnia. La sua forma di apostolato iniziale fu proprio questa: l’adorazione eucaristica.
dal Diario della Serva di Dio Madre Maria Costanza Zauli (Bologna)
Ancelle Adoratrici del santissimo Sacramento
Via Murri, 70 – Bologna
tel 051 – 6236792
“Nell’ istante della Consacrazione si trovano assommati tutti i misteri della vita del Salvatore. L’intero universo diventa come un grande Altare, dal quale sale al Trono dell’Altissimo l’unico Sacrificio accetto, il solo capace di placarlo e di ottenere misericordia e pace. “
OGNI 1 DEL MESE:
RUBRICA A Cura Di Don Riccardo Pane,
Diocesi Di Bologna,
Accademia Ambrosiana
DALL’EUCARISTIA CELEBRATA ALL’EUCARISTIA ADORATA (6°)
Nell’ultimo nostro intervento avevamo lasciato in sospeso una domanda: esiste un culmine della Messa? Certamente, esiste ed è tanto più importante quanto più è trascurato. Mi riferisco alla preghiera eucaristica; tutta la preghiera eucaristica, intendo, non solo le parole sante dell’istituzione! La preghiera eucaristica inizia con un invito solenne a elevare i nostri cuori al Signore, ma è veramente così? Ho l’impressione invece che in quel momento inizi solo il solenne assopimento dei fedeli, favorito dallo stile spesso trasandato e discorsivo del celebrante. Tocca non di rado assistere a offertori più curati (e stravaganti) di quanto lo sia la preghiera eucaristica…
Quest’ultima non inizia – è bene ricordarlo – dopo il canto del Santo, ma prima, con
…….quel giorno per caso davanti all’Eucaristia
www.avvenire.it/amp/
Dalle volanti all’eremo grazie all’adorazione perpetua
OGNI 15 DEL MESE
RUBRICA a cura di P. Serafino Tognetti,
Comunità dei Figli di Dio
l’Adorazione Eucaristica (5°)
tratto dal libro “Adorazione ” di P Serafino Tognetti
continua dal capitolo 2
Padre Barsotti parlava sovente di “atto” e intendeva l’atto del Cristo che si offre al Padre; è precisamente in quest’atto che io entro se faccio la Comunione. Entro e vivo quell’atto, perché divento in qualche maniera quell’atto stesso.
Tale evento è così importante che addirittura si pone come atto conclusivo di tutta la storia umana: dopo la morte e resurrezione del Cristo, la vita del mondo e di ogni uomo si pone in relazione a quell’atto divino, o come salvezza eterna o come condanna definitiva. In Paradiso non faremo altro. Vi siete mai chiesti cosa faremo in Paradiso? Io sì, perché sono curioso. Quale sarà la vita del Cielo? Diceva Divo Barsotti che la vita del Paradiso è la Comunione, la stessa che noi facciamo tutti i giorni alla Messa, però vissuta eternamente e per sempre. Scriveva: “Basterebbe una sola comunione a farci santi”[1].
La beata Imelda Lambertini è una bella figura della Chiesa di Bologna. Morì il giorno della prima Comunione. Si comunicò, poi rimase ferma in raccoglimento e quando le fecero cenno che la Messa era finita si accorsero che era morta: in lei la prima Comunione fu anche l’ingresso in Paradiso: andò a fare per sempre quello che aveva ricevuto.
Continua Barsotti: “E di fatto basta. Quando saremo in Paradiso noi vivremo una
dal Diario della Serva di Dio Madre Maria Costanza Zauli (Bologna)
Ancelle Adoratrici del Santissimo Sacramento
Via Murri, 70 – Bologna
tel. 051-6236792
“Ad ogni Sacrificio che viene celebrato sale dalla terra al cielo un omaggio di adorazione, di riparazione, di ringraziamento e di supplica sempre gradito e ricambiato con la più ricca effusione di grazie. Il vero segreto della nostra salvezza è nella Messa. Oh, se ne potessimo comprendere il valore!”
OGNI 1 DEL MESE:
RUBRICA A Cura Di Don Riccardo Pane,
Diocesi Di Bologna,
Accademia Ambrosiana
DALL’EUCARISTIA CELEBRATA ALL’EUCARISTIA ADORATA ( 5°)
Nella prima puntata avevamo insistito sul fatto che la Messa non è la “fabbrica” dell’Eucaristia, ma partecipazione mirabile all’opera della salvezza; ripeto: partecipazione, non spettacolo. Abbiamo insistito sull’essere presenti, fin dall’inizio, come attori consapevoli a quest’opera che Cristo compie come capo insieme con il corpo ecclesiale. Ora però voglio porre una domanda impertinente: qual è la parte più importante della Messa?
Se avete colto il senso di quanto detto sopra, dovreste rispondermi che tutta la Messa è importante, tant’è che mi sono lamentato più di una volta di quelli che hanno la pessima abitudine di arrivare tardi. Ma come la storia della salvezza è tutta importante, dalla creazione, alla vocazione di Abramo, all’esodo, eppure ha un suo culmine (“quando venne la pienezza del tempo Dio ha mandato il suo Figlio, nato da donna” dice Galati), così la Messa ha un suo culmine. Ma a questo punto dobbiamo
a Vàc in Ungheria…….
Padre Justo sui frutti dell’adorazione perpetua
Pubblicato in Scritti, Studi
Letture a Vác, 18 settembre
Nel quarto inno della Passione del Servo della Sofferenza di Isaia, che raffigura le sofferenze di Gesù Cristo, predette dal profeta secoli prima, leggiamo:
“Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze,
si è addossato i nostri dolori
e noi lo giudicavamo castigato,
percosso da Dio e umiliato.
Egli è stato trafitto per i nostri delitti,
schiacciato per le nostre iniquità.
Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui;
per le sue piaghe noi siamo stati guariti”. Is. 53,4-5
Cristo ha sofferto non per il proprio peccato, ma per restituire al Padre, per il nostro bene, la gloria che gli abbiamo rubato. Ha sofferto per purificarci dai nostri peccati.
