La verità che salva esige amore, sacrificio e fedeltà fino alla fine
Il vescovo italiano, Mons. Giovanni D’Ercole, che ha rinunciato nel 2020 alla sua diocesi per ritirarsi alla vita monastica in Marocco, ha riflettuto per anni sul martirio, la centralità di Cristo e la testimonianza cristiana in società sempre più ostili alla fede. In un’intervista concessa a La Nuova Bussola Quotidiana, in occasione della pubblicazione del suo libro «Il leone che è agnello. Alla ricerca della Verità che salva», il prelato offre una profonda riflessione sulla crisi culturale contemporanea, la testimonianza dei martiri e il ruolo della Chiesa in una società che attacca apertamente la vita, la famiglia e la fede cristiana.
……………………………………… Nel ambito ecclesiale, D’Ercole identifica due “virus” particolarmente dannosi: la stanchezza pastorale e un’innovazione sconnessa dalla vita spirituale, ridotta a formule astratte e progetti senza anima. Senza entrare in giudizi personali, riconosce le enormi difficoltà che affrontano oggi i vescovi, ma insiste sul fatto che il vero rinnovatore della Chiesa è Dio, non i piani pastorali.
«Esiste una stanchezza pastorale reale e un’innovazione sconnessa dalla vita spirituale, fatta di formule astratte che non arrivano al cuore della gente
La chiave, afferma, è la preghiera. Solo da una vita spirituale profonda è possibile


