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“Chi ci sta?” – Sfida del Congresso Eucaristico Internazionale
5-12 settembre 2021

Pubblicato il 11 settembre 2021

di Padre Pedro Manuel
Per la seconda volta sono un delegato della nostra diocesi ad un Congresso Eucaristico internazionale. Mi sono posto molte domande nei mesi scorsi, quale frutto avrei tratto per me, per le mie parrocchie e per la nostra diocesi da questa possibilità che avrei sperimentato di nuovo come rappresentante della nostra chiesa locale. Oggi Gesù mi ha dato un indizio. Solo una Chiesa centrata su di Lui può diventare una presenza efficace del suo mistero di salvezza e di amore in mezzo a coloro che già lo conoscono e nei cuori ansiosi di coloro che non sanno chi è.

L’ascolto di padre Justo Lofeudo mi ha spinto a scrivere questo testo. Vediamo… a Budapest oggi era la “Giornata della Pazienza” e per coronare questa giornata, questo sacerdote ha condiviso la sua esperienza di fondare centri di adorazione eucaristica perpetua dove “prima dell’azione c’è la preghiera” (Papa Benedetto XVI). Dal cuore di una chiesa centrata sull’Eucaristia, nascono le vocazioni e si rinnovano le parrocchie. Senza paura, ci ha chiesto di interrogare i frutti che sono già apparsi dove questo sta accadendo, i cambiamenti che sono diventati evidenti dove il dubbio ha lasciato il posto alla proposta e dove le paure sono state fondate sulla Fede.

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dal Congresso eucaristico internazionale
a Budapest

Pubblicato il 11 settembre 2021

CEI/Budapest: “Le sorgenti sono un segno della presenza di Dio”, di P. Pedro Manuel
Ogni giorno, padre Pedro Manuel della diocesi di Algarve dà ai lettori del sito web di educazione cristiana (EDUCRIS) una sintesi dei lavori del Congresso Eucaristico Internazionale, che si sta tenendo a Budapest, in chiave catechetica

Questa frase del vescovo José Cordeiro, nella sua omelia durante la messa per i partecipanti di lingua portoghese al Congresso Eucaristico Internazionale che ha presieduto oggi, dà il tono alla sintesi catechetica di oggi.

Oggi a Budapest si è vissuto il “giorno della pazienza”. Già alle Lodi, l’arcivescovo Stanislaw Gadecki, ci ha ricordato che “la pace viene attraverso l’amore” e “la Chiesa vive la pienezza di Cristo nell’Eucaristia” diventando la via per una vita eucaristica che si esprime nel cambiamento del cuore. Se l’egoismo, l’orgoglio e il prezzo dato ad ogni cosa lasciano la pace in pericolo, le nostre differenze mescolate dalla forza dello Spirito Santo ci rendono partecipi della missione dei 12 (apostoli) “che con la forza della Parola di Dio sono inviati a proclamare e vivere quella stessa Parola”, ha avvertito.

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OGNI 15 DEL MESE
RUBRICA a cura di P. Serafino Tognetti,
Comunità dei Figli di Dio

Pubblicato il 15 settembre 2021

L’ adorazione eucaristica (4°)

tratto dal libro “Adorazione” di Padre Serafino Tognetti

Capitolo 2

MESSA E ADORAZIONE

L’adorazione di Dio e la santa Messa sono due realtà strettamente legate una all’altra. Per cercare di capirne la connessione, in questa meditazione seguiremo il pensiero di Divo Barsotti, citando alcuni pensieri tratti dai suoi scritti. Innanzitutto è bene ricordare come la Messa sia il sacrificio di Cristo che si offre al Padre e che si dà a noi per farci vivere la sua vita divina. Il nostro Dio è il Dio che viene: il corpo di Cristo è un corpo dato, il sangue di Cristo è un sangue versato, sono verbi che dicono movimento, come già affermato in precedenza. Gesù nell’ultima cena offre Se stesso con un imperativo; non dice: “Prendete e, se volete, chi se la sente, mangi!”. Dice: “Prendete e mangiate!

Questo è il mio corpo. Prendete e bevete! Questo è il mio sangue”. Prendete! È una volontà precisa.

Il corpo e il sangue di Cristo ci vengono dati affinché noi ci trasformiamo in quello che mangiamo e beviamo, in ordine alla nostra divinizzazione.

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ADOREMUS nel cuore della Vita

Pubblicato il 2 settembre 2021

<<Vuoi, con l’aiuto di Dio, abbracciare per sempre la vita di perfetta castità, obbedienza e povertà, che fu scelta da Cristo Signore e dalla sua Vergine Madre?>>
<<Sì, lo voglio!>>
Così risuona l’eco di quelle parole cariche di commozione. Era l’undici luglio e mi trovavo nella Chiesa di san Francesco posta nel cuore della Repubblica di san Marino; gremita com’era di fedeli, amici, parenti e turisti che passando di lì si fermavano sorpresi per l’ inconsueta cerimonia.
Mi chiamo Maria Giulia e poco più di un mese fa ho emesso i Voti Perpetui Solenni nella Comunità delle Adoratrici Perpetue nella Diocesi di san Marino- Montefeltro.
Sono nata nel 1984 e fin da piccola avevo un desiderio: fare qualcosa di grande e di bello per gli altri. Quest’aspirazione la ricevetti dapprima nella mia famiglia con la sua sensibilità artistica umbro- marchigiana e la sua praticità piemontese, nella città di Urbino dove sono nata e cresciuta.
In seguito la coltivai con la scuola musicale e quella artistica, dove la dedizione e la competenza di compagni e insegnanti arricchivano le mie esperienze. In seguito approfondii lo studio e il lavoro nel campo psicopedagogico.

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dal Diario della Serva di Dio Madre Maria Costanza Zauli (Bologna)

Pubblicato il 1 settembre 2021

Fondatrice della Congregazione delle Ancelle Adoratrici del Santissimo Sacramento

Via Murri, 70 – Bologna / tel. 051-6236792

“Ad ogni Sacrificio che viene celebrato sale dalla terra al cielo un omaggio di adorazione, di riparazione, di ringraziamento e di supplica sempre gradito e ricambiato con la più ricca effusione di grazie.

Il vero segreto della nostra salvezza è nella Messa.

Oh, se ne potessimo comprendere il valore!”


OGNI 1 DEL MESE:
RUBRICA A Cura Di Don Riccardo Pane,
Diocesi Di Bologna,
Accademia Ambrosiana

Pubblicato il 1 settembre 2021

DALL’ EUCARISTIA CELEBRATA ALL’EUCARISTIA ADORATA (4°)

La Messa è l’opera di Cristo; è sacramento della salvezza, cioè è partecipazione all’opera salvifica di Cristo. Come posso pensare di parteciparvi quando capita, quando arrivo, arrivo? Che rabbia quando vedo le persone arrivare tardi a Messa! Sì, entrano in chiesa, ma non entrano veramente nella Messa, perché è un Mistero grande, nel quale si entra solo in punta di piedi, dall’inizio alla fine, non trafelati e distratti! Ci si entra tutti insieme come corpo ecclesiale celebrante, in silenzio e raccoglimento, non dispensando saluti agli amici e cercandoli tra le panche. Ci si entra nella penitenza e nella contrizione. È così facile biascicare un “Signore pietà” e darsi dei colpetti sul petto! Se in quel momento mi presentassi al cospetto di Dio, mi batterei il petto con altrettanta indifferenza, o trepidante e tremante piegherei il capo come Mosè sul monte davanti alla sua tremenda Maestà? Ma sono due cose diverse, direte. Non molto. In tante chiese barocche la volta della cupola è dipinta secondo la tecnica del trompe l’oeil: sembra come aperta, e sopra si vede il cielo, gli angeli, i

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OGNI 15 DEL MESE
RUBRICA a cura di P. Serafino Tognetti,
Comunità dei Figli di Dio

Pubblicato il 15 agosto 2021

L’adorazione eucaristica (3°)

tratto dal libro “Adorazione” di P. Serafino Tognetti

Tu sei Tu ed io sono io. Tu sei Dio e io sono un uomo.
L’adorazione indica e riconosce la presenza del Signore dentro di noi e al tempo stesso la nostra umiliazione. Adorare vuol dire essere salvati da Dio, sopraffatti da Lui e salvati.
L’adorazione non è staticità, ma un venire di Dio. Mi sembra tutto fermo, in chiesa, davanti all’ostensorio immoto; ma non è così: Egli viene. Ed io sono contento. Guardo il Signore sprofondando nel mio nulla; i miei pensieri, le mie presunte grandezze non esistono più.
Semplicemente lo guardo, contento che Dio mi abbia già salvato.

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dal Diario della Serva di Dio Madre Maria Costanza Zauli (Bologna)

Pubblicato il 1 agosto 2021

Fondatrice della Congregazione delle Ancelle Adoratrici del Santissimo Sacramento

Via Murri 70 – Bo / tel 051- 6236792

“In ogni santa Messa che viene celebrata vengono rinnovati tutti i misteri della vita di Gesù, dall’Incarnazione alla sua Ascensione al cielo e, come a Maria santissima, vengono applicate alle anime le grazie ottenute dal Salvatore.

Se ogni anima comprendesse il valore del Divino Sacrificio, ne dovrebbe riportare effetti mirabili. Purtroppo si finisce per fare l’abitudine alle cose più sante.”

 


OGNI 1 DEL MESE:
RUBRICA A Cura Di Don Riccardo Pane,
Diocesi Di Bologna,
Accademia Ambrosiana

Pubblicato il 1 agosto 2021

DALL’EUCARISTIA CELEBRATA ALL’EUCARISTIA ADORATA (3°)
Le ultime settimane sono state segnate da aspre polemiche sui provvedimenti relativi al Vetus Ordo. Non entrerò nel merito della questione, anche se la scomparsa di un rito è sempre una disgrazia per la Chiesa: si perde sempre un tesoro. E di riti/tesori la Chiesa ne ha persi fin troppi.
Non esiste il rito perfetto, che esaurisca in pienezza il mistero incommensurabile della Messa. Solo il rito che si celebra in cielo è quello perfetto. I nostri riti terreni possono cogliere solo un frammento di tale mistero, ognuno un frammento diverso, e pertanto ciascuno di essi è una ricchezza per la Chiesa: quando se ne perde uno, si perde irrimediabilmente una faccia del poliedro.
Vorrei, invece, spostare l’attenzione su un altro punto, che mi pare trascurato nei dibattiti, e mi sembra invece essere il punto chiave: la questione del sacro. Chi ritiene il Vetus Ordo un modello di sacralità e il Novus di dissacrazione, a mio parere

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OGNI 15 DEL MESE
RUBRICA a cura di P. Serafino Tognetti,
Comunità dei Figli di Dio

Pubblicato il 15 luglio 2021

L’ ADORAZIONE EUCARISTICA (2°)

tratto dal libro “Adorazione” di P Serafino Tognetti

La venuta continua del Signore
Se invece volgo lo sguardo in alto, sentirò nel mio cuore la voce del Signore: “Sono Io, non temete”. È nella tempesta dello smarrimento interiore che Gesù viene, perché il Signore è sempre nell’atto del venire: “Io sono colui che era, che è e che viene” (Ap 1,8). Successe anche quella sera: il Signore era sul monte a pregare, si accorse che i suoi amici erano nella difficoltà, lasciò la preghiera e corse immediatamente.

Gesù non sta fermo.
Nella Santa Messa, quando il sacerdote consacra il pane e il vino, dice: “Questo è il mio corpo”, e subito dopo aggiunge: “dato per voi”. Consacra il vino e dice: “Questo è il mio sangue, versato per voi”. “Dato” e “versato” sono due verbi che indicano movimento: è un corpo-dato, non un corpo messo lì per essere ammirato; allo stesso modo il sangue non è lì, fermo in un calice, per restarvi.
Versare significa “andare verso”, indica dinamismo, passaggio da un luogo ad un altro luogo.
Appena il sacerdote consacra, nel tempo che passa tra la consacrazione delle Specie e la comunione, dovremmo vedere questo corpo che freme per essere dato; così anche il sangue. Parlo per immagini; il sangue comincia a ribollire, a dire: “Voglio venire a

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OGNI 1 DEL MESE:
RUBRICA A Cura Di Don Riccardo Pane,
Diocesi Di Bologna,
Accademia Ambrosiana

Pubblicato il 1 luglio 2021

DALL’EUCARISTIA CELEBRATA ALL’EUCARISTIA ADORATA (2°)

L’Eucarestia, dunque, non è una cosa, un oggetto statico, e nemmeno semplicemente un soggetto: è un soggetto-in-azione, è l’opera di Cristo in atto. Da questa affermazione derivano almeno due conseguenze logiche, tanto logiche quanto sistematicamente disattese:

  • Se l’Eucarestia non è una cosa, a maggior ragione non è “cosa nostra”; è azione di Cristo, non nostra. Ogni esercizio della creatività e della fantasia da parte del prete, dei cantori, degli animatori, dei ministri o della comunità, ogni protagonismo, ogni tentativo di mettere al centro la soggettività e l’originalità dei celebranti, al posto del Celebrato, costituirà un ab-uso, cioè una strumentalizzazione della Messa. E purtroppo di abusi tocca vederne fin troppi.
  • Se l’Eucaristia è azione liturgica, dinamica, opera salvifica in atto, e non semplicemente “prodotto” di un rito, non posso non prendere parte all’intera azione, all’intera opera, all’intera celebrazione. Siamo resi partecipi dell’azione salvifica di Cristo, non semplicemente fruitori di un Sacramento. Insisto. Cos’è l’Eucaristia? “Il Sacramento del Corpo e Sangue di nostro Signore”. Sì, ma aggiungiamo: il Sacramento del Corpo e del Sangue di nostro Signore, il quale per noi uomini e per la nostra salvezza si è fatto uomo, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso e su sepolto, il terzo giorno risuscitò da morte, è salito al cielo, ecc…. C’è tutta la storia della salvezza dell’Eucaristia, l’incarnazione, la Pasqua…

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