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Premio Religion en Libertad “Nueva Evangelización” 2021

Pubblicato il 19 novembre 2021

“So per esperienza che non c’è miglior esorcismo per un luogo che una cappella di Adorazione Perpetua”

Il sacerdote Justo Lofeudo è un missionario della Santissima Eucaristia e da anni gira per la Spagna e il mondo intero promuovendo l’adorazione eucaristica e soprattutto l’apertura di cappelle di adorazione perpetua. Grazie alla sua dedizione disinteressata a questa missione, sono state aperte numerose cappelle, grazie alla generosità di numerosi adoratori disposti ad essere disponibili giorno e notte, in città e paesi di diversi paesi. Col tempo, i frutti sono visibili non solo nelle persone che vengono a pregare lì, ma anche nell’ambiente in cui si trovano queste cappelle.

Per questo lavoro inestimabile, padre Lofeudo è stato riconosciuto con il premio Religion en Libertad “Nueva Evangelización” 2021.

La presentazione di gala di questi premi si terrà il 25 novembre alle 19.00

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OGNI 15 DEL MESE
RUBRICA a cura di P. Serafino Tognetti,
Comunità dei Figli di Dio

Pubblicato il 15 novembre 2021

Adorazione Eucaristica (6°)

tratto dal libro “Adorazione” di P Serafino Tognetti

In ginocchio da te

Questa è la spinta per vivere l’adorazione eucaristica. Se compio un atto di adorazione prima della celebrazione eucaristica, intendo mettermi in comunione in anticipo con Colui del quale mi ciberò. Questo fu il primo apostolato del santo Curato d’Ars. Quando fu fatto parroco ad Ars, alla sua prima Messa nella nuova parrocchia non venne nessuno. C’era infatti il timore di farsi vedere in chiesa e la paura delle persecuzioni contro i cristiani. Il Curato celebrava l’Eucarestia alle sette del mattino; si alzava alle quattro, andava in chiesa e si metteva in ginocchio davanti al Santissimo Sacramento e stava lì fino all’ora della Messa. Perfettamente da solo. Dopo un po’ di tempo la gente del paese cominciò a incuriosirsi e si chiedeva che cosa facesse il parroco tanto tempo in chiesa senza fare niente. Iniziarono timidamente ad affacciarsi… Una signora andava a mettersi poco distante da lui e ogni tanto gli dava una sbirciatina; ma il Curato stava fisso, senza guardare chi vi fosse intorno. Pian piano la gente cominciò a pensare che se il parroco rimaneva lì fermo, avrebbero potuto farlo anche loro e qualcuno cominciò a fargli compagnia. La sua forma di apostolato iniziale fu proprio questa: l’adorazione eucaristica.

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dal Diario della Serva di Dio Madre Maria Costanza Zauli (Bologna)

Pubblicato il 1 novembre 2021

Ancelle Adoratrici del santissimo Sacramento

Via Murri, 70 – Bologna

tel 051 – 6236792

“Nell’ istante della Consacrazione si trovano assommati tutti i misteri della vita del Salvatore. L’intero universo diventa come un grande Altare, dal quale sale al Trono dell’Altissimo l’unico Sacrificio accetto, il solo capace di placarlo e di ottenere misericordia e pace. “


OGNI 1 DEL MESE:
RUBRICA A Cura Di Don Riccardo Pane,
Diocesi Di Bologna,
Accademia Ambrosiana

Pubblicato il 1 novembre 2021

DALL’EUCARISTIA CELEBRATA ALL’EUCARISTIA ADORATA (6°)

Nell’ultimo nostro intervento avevamo lasciato in sospeso una domanda: esiste un culmine della Messa? Certamente, esiste ed è tanto più importante quanto più è trascurato. Mi riferisco alla preghiera eucaristica; tutta la preghiera eucaristica, intendo, non solo le parole sante dell’istituzione! La preghiera eucaristica inizia con un invito solenne a elevare i nostri cuori al Signore, ma è veramente così? Ho l’impressione invece che in quel momento inizi solo il solenne assopimento dei fedeli, favorito dallo stile spesso trasandato e discorsivo del celebrante. Tocca non di rado assistere a offertori più curati (e stravaganti) di quanto lo sia la preghiera eucaristica…

Quest’ultima non inizia – è bene ricordarlo – dopo il canto del Santo, ma prima, con

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OGNI 15 DEL MESE
RUBRICA a cura di P. Serafino Tognetti,
Comunità dei Figli di Dio

Pubblicato il 15 ottobre 2021

l’Adorazione Eucaristica (5°)

tratto dal libro “Adorazione ” di P Serafino Tognetti

continua dal capitolo 2

Padre Barsotti parlava sovente di “atto” e intendeva l’atto del Cristo che si offre al Padre; è precisamente in quest’atto che io entro se faccio la Comunione. Entro e vivo quell’atto, perché divento in qualche maniera quell’atto stesso.

Tale evento è così importante che addirittura si pone come atto conclusivo di tutta la storia umana: dopo la morte e resurrezione del Cristo, la vita del mondo e di ogni uomo si pone in relazione a quell’atto divino, o come salvezza eterna o come condanna definitiva. In Paradiso non faremo altro. Vi siete mai chiesti cosa faremo in Paradiso? Io sì, perché sono curioso. Quale sarà la vita del Cielo? Diceva Divo Barsotti che la vita del Paradiso è la Comunione, la stessa che noi facciamo tutti i giorni alla Messa, però vissuta eternamente e per sempre. Scriveva: Basterebbe una sola comunione a farci santi[1].

La beata Imelda Lambertini è una bella figura della Chiesa di Bologna. Morì il giorno della prima Comunione. Si comunicò, poi rimase ferma in raccoglimento e quando le fecero cenno che la Messa era finita si accorsero che era morta: in lei la prima Comunione fu anche l’ingresso in Paradiso: andò a fare per sempre quello che aveva ricevuto.

Continua Barsotti: E di fatto basta. Quando saremo in Paradiso noi vivremo una

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dal Diario della Serva di Dio Madre Maria Costanza Zauli (Bologna)

Pubblicato il 2 ottobre 2021

Ancelle Adoratrici del Santissimo Sacramento

Via Murri, 70 – Bologna

tel. 051-6236792

“Ad ogni Sacrificio che viene celebrato sale dalla terra al cielo un omaggio di adorazione, di riparazione, di ringraziamento e di supplica sempre gradito e ricambiato con la più ricca effusione di grazie. Il vero segreto della nostra salvezza è nella Messa. Oh, se ne potessimo comprendere il valore!”

 

 

 

 

 

 

 

 


a Vàc in Ungheria…….

Pubblicato il 26 settembre 2021

Padre Justo sui frutti dell’adorazione perpetua

Pubblicato in Scritti, Studi

Letture a Vác, 18 settembre

 

Nel quarto inno della Passione del Servo della Sofferenza di Isaia, che raffigura le sofferenze di Gesù Cristo, predette dal profeta secoli prima, leggiamo:

“Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze,

si è addossato i nostri dolori

e noi lo giudicavamo castigato,
percosso da Dio e umiliato.

Egli è stato trafitto per i nostri delitti,
schiacciato per le nostre iniquità.
Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui;
per le sue piaghe noi siamo stati guariti”. Is. 53,4-5

 

 

Cristo ha sofferto non per il proprio peccato, ma per restituire al Padre, per il nostro bene, la gloria che gli abbiamo rubato. Ha sofferto per purificarci dai nostri peccati.

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OGNI 1 DEL MESE:
RUBRICA A Cura Di Don Riccardo Pane,
Diocesi Di Bologna,
Accademia Ambrosiana

Pubblicato il 1 ottobre 2021

DALL’EUCARISTIA CELEBRATA ALL’EUCARISTIA ADORATA  ( 5°)

        Nella prima puntata avevamo insistito sul fatto che la Messa non è la “fabbrica” dell’Eucaristia, ma partecipazione mirabile all’opera della salvezza; ripeto: partecipazione, non spettacolo. Abbiamo insistito sull’essere presenti, fin dall’inizio, come attori consapevoli a quest’opera che Cristo compie come capo insieme con il corpo ecclesiale. Ora però voglio porre una domanda impertinente: qual è la parte più importante della Messa?

Se avete colto il senso di quanto detto sopra, dovreste rispondermi che tutta la Messa è importante, tant’è che mi sono lamentato più di una volta di quelli che hanno la pessima abitudine di arrivare tardi. Ma come la storia della salvezza è tutta importante, dalla creazione, alla vocazione di Abramo, all’esodo, eppure ha un suo culmine (“quando venne la pienezza del tempo Dio ha mandato il suo Figlio, nato da donna” dice Galati), così la Messa ha un suo culmine. Ma a questo punto dobbiamo

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“Chi ci sta?” – Sfida del Congresso Eucaristico Internazionale
5-12 settembre 2021

Pubblicato il 11 settembre 2021

di Padre Pedro Manuel
Per la seconda volta sono un delegato della nostra diocesi ad un Congresso Eucaristico internazionale. Mi sono posto molte domande nei mesi scorsi, quale frutto avrei tratto per me, per le mie parrocchie e per la nostra diocesi da questa possibilità che avrei sperimentato di nuovo come rappresentante della nostra chiesa locale. Oggi Gesù mi ha dato un indizio. Solo una Chiesa centrata su di Lui può diventare una presenza efficace del suo mistero di salvezza e di amore in mezzo a coloro che già lo conoscono e nei cuori ansiosi di coloro che non sanno chi è.

L’ascolto di padre Justo Lofeudo mi ha spinto a scrivere questo testo. Vediamo… a Budapest oggi era la “Giornata della Pazienza” e per coronare questa giornata, questo sacerdote ha condiviso la sua esperienza di fondare centri di adorazione eucaristica perpetua dove “prima dell’azione c’è la preghiera” (Papa Benedetto XVI). Dal cuore di una chiesa centrata sull’Eucaristia, nascono le vocazioni e si rinnovano le parrocchie. Senza paura, ci ha chiesto di interrogare i frutti che sono già apparsi dove questo sta accadendo, i cambiamenti che sono diventati evidenti dove il dubbio ha lasciato il posto alla proposta e dove le paure sono state fondate sulla Fede.

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dal Congresso eucaristico internazionale
a Budapest

Pubblicato il 11 settembre 2021

CEI/Budapest: “Le sorgenti sono un segno della presenza di Dio”, di P. Pedro Manuel
Ogni giorno, padre Pedro Manuel della diocesi di Algarve dà ai lettori del sito web di educazione cristiana (EDUCRIS) una sintesi dei lavori del Congresso Eucaristico Internazionale, che si sta tenendo a Budapest, in chiave catechetica

Questa frase del vescovo José Cordeiro, nella sua omelia durante la messa per i partecipanti di lingua portoghese al Congresso Eucaristico Internazionale che ha presieduto oggi, dà il tono alla sintesi catechetica di oggi.

Oggi a Budapest si è vissuto il “giorno della pazienza”. Già alle Lodi, l’arcivescovo Stanislaw Gadecki, ci ha ricordato che “la pace viene attraverso l’amore” e “la Chiesa vive la pienezza di Cristo nell’Eucaristia” diventando la via per una vita eucaristica che si esprime nel cambiamento del cuore. Se l’egoismo, l’orgoglio e il prezzo dato ad ogni cosa lasciano la pace in pericolo, le nostre differenze mescolate dalla forza dello Spirito Santo ci rendono partecipi della missione dei 12 (apostoli) “che con la forza della Parola di Dio sono inviati a proclamare e vivere quella stessa Parola”, ha avvertito.

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OGNI 15 DEL MESE
RUBRICA a cura di P. Serafino Tognetti,
Comunità dei Figli di Dio

Pubblicato il 15 settembre 2021

L’ adorazione eucaristica (4°)

tratto dal libro “Adorazione” di Padre Serafino Tognetti

Capitolo 2

MESSA E ADORAZIONE

L’adorazione di Dio e la santa Messa sono due realtà strettamente legate una all’altra. Per cercare di capirne la connessione, in questa meditazione seguiremo il pensiero di Divo Barsotti, citando alcuni pensieri tratti dai suoi scritti. Innanzitutto è bene ricordare come la Messa sia il sacrificio di Cristo che si offre al Padre e che si dà a noi per farci vivere la sua vita divina. Il nostro Dio è il Dio che viene: il corpo di Cristo è un corpo dato, il sangue di Cristo è un sangue versato, sono verbi che dicono movimento, come già affermato in precedenza. Gesù nell’ultima cena offre Se stesso con un imperativo; non dice: “Prendete e, se volete, chi se la sente, mangi!”. Dice: “Prendete e mangiate!

Questo è il mio corpo. Prendete e bevete! Questo è il mio sangue”. Prendete! È una volontà precisa.

Il corpo e il sangue di Cristo ci vengono dati affinché noi ci trasformiamo in quello che mangiamo e beviamo, in ordine alla nostra divinizzazione.

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