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LETTERA AGLI ADORATORI


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DICEMBRE 2012

Carissimi adoratori, è bello entrare nella Chiesa dell’Adorazione e vedere gente raccolta in una intensa preghiera. Non c’è superficialità, bensì silenzio, adorazione, stupore di fronte a quel mistero dell’amore di Dio che è la SS Eucaristia. Quello che colpisce, in questo nostro tempo, è la pre-senza di un buon numero di giovani adoratori: è evidente la forza trainante dell’amore di Gesù…


Mese di Dicembre: un mese intenso e ricco di momenti da accompagnare con la vostra preghiera di intercessione.

1 – Questa lettera vi arriva all’inizio dell’Avvento. Tempo prezioso per imparare, soprattutto da Maria, come attendere, accogliere, adorare Gesù, Colui che viene per essere il Salvatore. Immagino l’atteggiamento adorante di Maria che accoglie anzitutto nella fede la Parola di Dio comunicata attraverso l’Angelo Gabriele, accoglie, poi, il Figlio nel grembo, e con trepidazione si prepara alla sua nascita per poterlo donare all’umanità, rappresentata dai pastori e dai Magi. Questo atteggiamento sia il nostro. Pieni di stupore e gioia viviamo nell’attesa di un incontro che sempre avviene: Sto alla porta e busso (Ap 3,20), dice il Signore. Attende solo che gli si apra. Sì, il Signore, che è venuto 2000 anni fa nell’umiltà, oggi può essere accolto nella fede. La preghiera davanti all’Eucaristia, in questo tempo di Avvento, gridi così al Signore: Vieni, Signore Gesù, vieni nella nostra vita personale, vieni, nella Chiesa, vieni nelle famiglie, vieni nell’intera società e porta la tua pace. Nella preghiera di adorazione scopriamo il motivo vero di gioia di questo tempo che abbiamo davanti. Infatti, il mese di dicembre, non ostante la crisi, per tanti sarà tempo di confusione, rumore, stordimento. Cerchiamo di non cadere nella trappola. Lasciamoci, piuttosto, indicare dal Signore dove sta la gioia. La gioia sta nella sua presenza in mezzo a noi. Avvento è tempo per andare incontro all’Emmanuele, il Dio con noi… E la gioia sta nel fatto che Gesù ormai per sempre è con noi. Il Natale vuole ricordarci proprio quanto Gesù ha detto prima dell’Ascensione: Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo (Mt 28,20).

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e ancora Mons. Rocconi così prosegue nella sua lettera:

3 – Penso che ormai tutti sappiano che è iniziata la Visita pastorale del Vescovo nelle parrocchie della Diocesi. Ho iniziato il 4 novembre. Cos’è la visita pastorale? Ho chiesto ad un bambino del catechismo mentre appunto ero in visita cosa fosse secondo lui la visita pastorale. Mi ha risposto testualmente: “La Visita pastorale è che tu stai con noi altri”. Sicuramente aveva colto quello che della Visita pastorale mi interessa di più. La Visita pastorale è incontrare i fedeli, è cercare di incontrare anche chi pensa di stare lontano dalla Chiesa… per incoraggiare ed esortare i primi ad essere sempre più fedeli e per annunciare Gesù ai secondi. La Visita Pastorale alle parrocchie terminerà il 23 dicembre 2014 (più di due anni) e poi inizierà la visita agli uffici e ai servizi. Un impegno intenso che, se vissuto male, può risolversi in una inutile formalità. Per chiesto vi invito a pregare perché il Signore conceda anche attraverso questi incontri, di crescere nella fede, di essere testimoni di Gesù, il Vivente, di vincere divisioni e durezze, di essere docili alla Parola di Dio e di convertirsi sempre più all’amore così come ce lo ha insegnato il nostro Maestro

4 – Fra i tanti motivi di preghiera che abbiamo e che ogni tanto vi ricordo, questo mese voglio sottolineare la necessità della preghiera per la pace. Il mondo è una polveriera. Le povertà, la fame e la malattia, la mancanza di libertà, le divisioni, le ingiustizie, i disordini… tutto contribuisce a dividere gli uomini e porta alla guerra. In tante parti del mondo ci sono morti e morti a causa della guerra. Il Principe della Pace che invochiamo in questo Natale ormai prossimo, doni al mondo la sua pace. Per questo motivo preghiamo incessantemente. In particolare preghiamo per la Pace nella terra di Gesù. Dopo Natale partiranno due pellegrinaggi da Jesi per andare in Terra Santa. Il pellegrinaggio, oltre che momento di fede, è anche momento di carità. E’ segno di vicinanza e solidarietà verso tanti cristiani che soffrono: sono una sparuta minoranza con tutte le difficoltà che questo comporta in una terra in cui è così difficile convivere fra persone diverse. Ricordiamo anche questi fratelli cristiani che vivono in Terra Santa. Sono pochi, poveri, spesso perseguitati. Il solo rimanere là per tanti è già un martirio. Non li abbandoniamo.

5 – E concludo con la raccomandazione di sempre: invitiamo altri perché entrino a far parte di questa meravigliosa famiglia di Adoratori che sta svolgendo un ruolo così importante nella nostra Chiesa diocesana.
 
Su tutti invoco la benedizione del Signore.
+ Gerardo Rocconi, Vescovo