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OGNI 1 DEL MESE:
RUBRICA A Cura Di Don Riccardo Pane,
Diocesi Di Bologna,
Accademia Ambrosiana

DALL’EUCARISTIA CELEBRATA ALL’EUCARISTIA ADORATA  ( 5°)

        Nella prima puntata avevamo insistito sul fatto che la Messa non è la “fabbrica” dell’Eucaristia, ma partecipazione mirabile all’opera della salvezza; ripeto: partecipazione, non spettacolo. Abbiamo insistito sull’essere presenti, fin dall’inizio, come attori consapevoli a quest’opera che Cristo compie come capo insieme con il corpo ecclesiale. Ora però voglio porre una domanda impertinente: qual è la parte più importante della Messa?

Se avete colto il senso di quanto detto sopra, dovreste rispondermi che tutta la Messa è importante, tant’è che mi sono lamentato più di una volta di quelli che hanno la pessima abitudine di arrivare tardi. Ma come la storia della salvezza è tutta importante, dalla creazione, alla vocazione di Abramo, all’esodo, eppure ha un suo culmine (“quando venne la pienezza del tempo Dio ha mandato il suo Figlio, nato da donna” dice Galati), così la Messa ha un suo culmine. Ma a questo punto dobbiamo

chiederci: qual è il culmine della Messa? Sarebbe interessante fare un sondaggio all’uscita delle chiese: “Qual è secondo lei la parte più importante della Messa?”.

Azzardo delle risposte sulla base della mia esperienza. Credo che moltissimi risponderebbero: “l’omelia”. Sì, proprio l’omelia. Molti, troppi cristiani scelgono la Messa in base all’omelia: evitano il prete che fa addormentare, e cercano quello che affascina. È un peccato? No, però è fuorviante. Se dovessi, infatti, stilare una classifica di importanza, l’omelia sarebbe agli ultimi posti. Tant’è che le norme prevedono che in molti casi possa essere omessa, e a giudicare da certe eresie che si sentono in giro, sarebbe meglio ometterla! Meglio omettere di edificare i fedeli, che scandalizzarli o far scappare loro la fede! Conosco Messe che non sono Messe, ma omelie con breve contorno liturgico… Ecco questo non va bene, è protestantesimo. Certamente se ci fosse un po’ più di cura nella predicazione, mediante il ricorso anche a una sana retorica, forse le posizioni in classifica dell’omelia risalirebbero un po’ anche ai miei occhi. Oggi parlare di retorica è diventato sinonimo di una parolaccia: proprio noi che siamo gli eredi di Cicerone! Però se la chiamiamo “scienza della comunicazione”, allora tutti applaudano. Comunque la si chiami, manca, fin dalla formazione dei seminari.

Tornando a noi: a me sembra – mi sbaglierò – che si dia gran importanza (troppa) proprio a quelle parti che le rubriche permettono di omettere: preghiere dei fedeli e scambio della pace, ad esempio. Le preghiere dei fedeli spesso sono teologicamente così sconsiderate (anche quelle che circolano nei foglietti stampati) che sarebbe meglio ripetere “Non ascoltarci, Signore”. Noi non le ascoltiamo mai, per fortuna, ma se le ascolta il Signore è un guaio! Non sarebbe più sensato, sicuro e digeribile limitarsi a un: “Per il papa, preghiamo”, “Per i nostri governanti, preghiamo”, “Per gli ammalati, preghiamo”? Dobbiamo proprio spiegare al Padre eterno il perché e il per come deve fare per il bene del papa, dei governanti, degli ammalati?

E poi lo scambio di pace, che dovrebbe essere un gesto simbolico da farci tremare le vene e i polsi per quanto impegnativo, e diventa un’allegra e caotica effusione di pacche sulle spalle, per sgranchirsi le gambe dopo tanta immobilità! Il tutto oscurando completamente un gesto importantissimo, fondamentale, carico di significato e di mistero, che è la frazione del Pane, con quella invocazione ripetuta che dovrebbe salire dal profondo del nostro cuore e muoverci alle lacrime: “Agnus Dei, qui tollis peccata mundi, miserere nobis. Agnus Dei, qui tollis peccata mundi, dona nobis pacem”. Già, perché la pace di cui si parla non è quella orizzontale delle nostre effusioni, ma quella verticale che discende dal Sacrificio della Croce. Quel gesto simbolico dovrebbe orientarci alla contemplazione orante della frazione del Pane.

Ma quindi – mi chiederete – secondo te qual è il culmine della Messa? Come nelle serie televisive più avvincenti, interrompo sul più bello, e rimando la risposta alla prossima puntata…