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GROTTAMMARE
terzo anniversario

Grottammare, terzo anniversario dell’Adorazione Eucaristica Perpetua, a tu per tu con Giulia Damiani, coordinatrice generale.

 

 

GROTTAMMARE – Ieri, giovedì 16 febbraio, è stato festeggiato a Grottammare presso la Chiesa di Sant’Agostino, il terzo anniversario dell’Adorazione Eucaristica Perpetua con una celebrazione presieduta dal Vescovo diocesano Mons. Carlo Bresciani. Con l’occasione abbiamo intervistato la responsabile organizzativa, Giulia Dami.

Giulia come è nata l’Adorazione Eucaristica Perpetua?
Questa modalità, portata avanti dai laici  nasce post concilio. La partecipazione dei laici è stata chiesta, incoraggiata dal Concilio Vaticano II e  forma parte della nuova evangelizzazione, nuova non nel contenuto ma nell’espressione, nel fervore, nel metodo. Nasce attraverso un sacerdote siculo americano, Padre Martin Lucia degli Stati Uniti, religioso dei Sacri Cuori.
Egli, dietro sua richiesta,  fu esclautrato dal Papa Paolo VI, cominciando da solo e formando poi delle comunità. Prima di questo l,’AEP era già conosciuta ma  all’interno delle comunità religiose e uno dei grandi propagatori fu San Pier Giulian Eymard.

In particolare a Grottammare l’AEP è stata resa possibile attraverso la proposta di un attuale adoratore di nome Pietro a Don Giorgio che ha accolto con gioia la chiamata e al sì del Vescovo. Si è poi concretizzata con la Missione nelle varie parrocchie della vicaria di Grottammare che Padre Justo Antonio Lo Feudo, sacerdote missionario argentino,  ha portato avanti e al sì di ogni singolo adoratore.

Quali frutti ha portato in questi tre anni?
Non conosceremo mai pienamente le Grazie che Dio sta elargendo attraverso l’Adorazione Eucaristica Perpetua, agli adoratori, a chi è capitato per caso, alla Diocesi, alla città di Grottammare.  Sicuramente un frutto tangibile è un frutto di testimonianza del Risorto. Ogni adoratore è testimone di Gesù presente in Corpo e Sangue nell’Eucarestia. A tal proposito  abbiamo lasciato un libro in Chiesa con le pagine vuote, in cui gli adoratori scrivono, anche in forma anonima,  la propria testimonianza. Io personalmente ho ottenuto delle Grazie per cui avevo supplicato il Signore, nella notte, durante il mio turno di adorazione.
Un altro frutto è avvicinare i lontani attraverso l’invito di chi è già adoratore o di chi è capitato per caso. Infatti, attraverso l’Adorazione Perpetua, le porte della Chiesa di Sant’Agostino che prima di questo grande dono sarebbero rimaste chiuse per la maggior parte del giorno , ora sono “spalancate” al mondo come chiede Papa Francesco. Il silenzio adorante, modalità con cui si prega, parlerà eloquentemente all’uomo d’oggi della presenza di Gesù. Come afferma San Giovanni della Croce, Lo Sguardo di Gesù trasforma, non soltanto il Corpo e il Sangue mi trasformano da dentro ma anche lo Sguardo. Mi lascio guardare dal Signore e Lui mi adorna di ogni bellezza.
Questi tre anni di adorazione perpetua testimoniano la Mano di Dio e il progetto divino attraverso la collaborazione dell’uomo.

Come si può partecipare?
Iscrivendosi, scegliendo un’ora della settimana in cui andare alla presenza di Gesù. Per iscriversi basta chiamare il numero 339_2128982

Cosa è richiesto?
È richiesto il silenzio. L’Adorazione avviene in silenzio, nel silenzio è possibile avere un autentico ascolto e profondo  incontro con Dio.  L’ora che tu hai scelto è il tuo appuntamento d’amore con il Signore. Sii puntuale al tuo appuntamento, la tua Ora Santa. Ricorda il Signore non deve rimanere mai solo.
In caso tu non possa andare puoi inviare al tuo posto un amico di fiducia o chiamare il coordinatore.

Quali sono i prossimi appuntamenti?
La catechesi con don Giorgio il 23 Marzo presso la Chiesa di Sant’Agostino

Come è cambiata la tua vita?
Il Signore ha chiamato me, come gli altri a diventare adoratore in questo progetto di amore e collaborazione tra fratelli con Lui.  Egli mi dice “Ho bisogno di re, del tuo aiuto, della tua collaborazione” questo mi ha aperto con maggiore responsabilità  all’evangelizzazione e a portare i fratelli alla Sua presenza. Qualora non vengano fisicamente li conduco davanti a Lui con la preghiera nel mio turno. Prego di più per i nemici.
Ho più consapevolezza di alcuni talenti che Dio mi ha donato che cerco di mettere a frutto per il bene comune.

da “Ancora- on line” del 18 febbraio 2017