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Il racconto comincia con un riferimento spazio temporale. “In quel tempo”, questo è il modo usuale di cominciare un racconto evangelico che sempre riguarda il Signore. Così, vuol dire “nel tempo del Signore quando Lui era su questa terra”. Subito dopo aggiunge il dato spaziale quando dice che Gesù si recò a una città di nome Nain. Nain è situata a 5 miglia del Monte Tabor, costruita su una pendente. Quindi siamo al nord di Terra Santa, nella Galilea. Allora guardiamo più da vicino la scena. Vediamo che ci sono due cortei. Uno che sta uscendo della città e un altro vicino alla porta per entrare a Nain. Il primo è un corteo funebre, sta portando a seppellire un ragazzo. Il morto era figlio unico di una donna che è rimasta vedova. C’è molta gente della città con lei.

Nell’altro corteo viene Gesù con i suoi discepoli e anche con una grande folla che lo accompagna. Vengono da un’altra città. Il corteo funebre, il corteo della morte si incontra con il corteo della vita. Gesù è la stessa Misericordia di Dio che si commuove dinanzi al dolore e alla situazione di quella madre, povera donna che non ha nessun sostegno di alcun tipo, e Lui, che è la Risurrezione e la Vita, dice al morto: “Ragazzo, dico a te, alzati”.

Ogni incontro con Gesù è un incontro di vita, Ogni volta che siamo morti nel e per il peccato e andiamo ad incontrarlo nella Chiesa, nel sacramento della penitenza, ogni volta che andiamo da Lui pentiti, Gesù ci dice: “Alzati, io ti perdono. Alzati”, e ci ritorna alla vita, alla abbondanza della vita, e ci ritorna la gioia. Quando siamo davanti al fallimento della vita, nella disperazione, nell’angoscia di chi non trova via di uscita nella sua esistenza, incontrandoci con Lui, nei sacramenti, nell’adorazione siamo risorti a vita nuova, risorgiamo alla vita piena e la pace di Cristo inonda la nostra anima.

Il Signore lo incontriamo nella Chiesa che Egli fondò proprio per salvare l’umanità e ogni singolo uomo. Il Signore ha fondato la Chiesa per essere sempre Lui con noi, perché che potessimo trovarlo sempre e così trovare la salvezza. E’ nella Chiesa dove si custodisce la sua Parola, Parola di vita, e dove si amministrano i sacramenti, che sono portatori di grazia e strumenti di salvezza. Tra i sacramenti prima di tutti l’Eucaristia. Tutti i sacramenti portano delle grazie ma l’Eucaristia anche allo stesso Autore della grazia. L’Eucaristia è Gesù Cristo, è la Sua Persona Divina. Nell’Eucaristia troviamo la Sua Presenza celata ma non per nascosta meno viva, reale, efficace.

Perciò l’incontro con il Signore avviene in ogni Eucaristia. E si tratta di un incontro personale che quando è in adorazione è profondo, intenso. L’incontro, allora avviene quando si celebra l’Eucaristia e quando si visita il Santissimo Sacramento.

Incontrarsi con Gesù vuol dire adorarlo. Nell’adorazione l’uomo trova la sua vera dimensione perché si incontra con la incommensurabile divinità e sconfinato amore. In Gesù c’è il ristoro per la nostra anima, la pace. L’adorazione riempie il cuore di Dio. Davanti al Santissimo Sacramento ogni vuoto esistenziale sparisce, ogni morte è distrutta. Come al ragazzo, dalla Sua Dimora Eucaristica, Gesù si rivolge a noi: “A te dico, alzati!”

Adorare il Santissimo è andare a dissetarsi alla fonte della vita, a appagare la nostra sete di infinito e di eternità.