A Pesaro apre l’adorazione perpetua !
NELLA CHIESA DI SAN GIUSEPPE A BREVE PARTIRA’
L’ADORAZIONE PERPETUA
“Senza di me non potete fare nulla” (Gv 15,5).
Una pretesa, quella di Gesù, che comprensibilmente ripugna a chi non crede, ma spesso non convince a pieno nemmeno i cattolici. Eppure, è su questo presupposto che si fonda l’esperienza di “Adorazione perpetua” che in questo periodo il padre , argentino di origine italiana, sta proponendo alla nostra diocesi su richiesta dell’arcivescovo Sandro Salvucci.
Padre Justo, può presentarsi e spiegare come è capitato a Pesaro?
Sono un sacerdote, membro dei Missionari della Santissima Eucaristia, il cui carisma è quello di promuovere, attraverso varie forme, l’adorazione eucaristica in tutto il mondo, nella certezza che non ci possa essere evangelizzazione senza adorazione. Nelle Marche sono venuto nel 2005, chiamato dall’allora vescovo di Urbino mons. Marinelli, ho contribuito all’apertura di otto cappelle in varie città della regione e oggi sono qui a Pesaro, invitato dal vostro arcivescovo, per dissotterrare questo grandissimo tesoro.
Quale significato ha l’adorazione perpetua?
L’adorazione è un mettersi personalmente in relazione con Dio in modo più diretto e
profondo. È il momento in cui la persona riconosce con libertà la presenza di Dio incarnato e si affida a Lui, anche nell’aridità del cuore e della mente, certa che qualche cosa accadrà. È importante stare in silenzio di fronte a Dio, per rispettarlo e per permettere a Lui di parlare. Noi siamo portati a privilegiare il fare e pensiamo che, se non facciamo, non succeda niente. Invece è Dio che agisce, che rinnova le coscienze da cui nascono il fare e il cambiamento. Oggi la Chiesa invita con forza i cattolici ad impegnarsi nel sociale, ad aprirsi alle periferie del mondo. Come può l’adorazione aiutarli in questa missione? La Chiesa è sempre andata nelle periferie. La Chiesa per sua natura è missionaria, vive nel mondo per annunciare il Vangelo, spinta dalla forza dello Spirito Santo. Questa è una parte della verità. Ma occorre sottolineare l’altra parte della verità: per portare Cristo alle periferie, la Chiesa deve partire dal centro. Se le persone non hanno una fede salda, quello che portano è sociologia, ideologia, politica. Invece devono portare Cristo. La forza della Chiesa non è una forza centrifuga, ma una forza centripeta. Questa è la forza dell’adorazione. “Chi rimane in me ed io in Lui porta molto frutto”, dice il Signore. Del resto, la patrona delle missioni è Santa Teresa del Bambin Gesù, una monaca contemplativa e la stessa Madre Teresa di Calcutta ha fondato, insieme alle Suore Missionarie della Carità, le Suore Missionarie contemplative, che sostengono l’attività delle prime con la preghiera e l’adorazione. Anche oggi tanti sono i frutti che misteriosamente produce l’adorazione perpetua in tutto il mondo: aumento di vocazioni religiose e sacerdotali, diminuzione dei suicidi, conversioni ecc. Un vero dono del Signore, per la comunità cristiana e per quella civile.
Dal punto di vista logistico, come è organizzata l’adorazione perpetua?
Innanzitutto, si fa un’opera di sensibilizzazione e raccolta delle adesioni: in base a un calendario già stabilito, io celebrerò le messe prefestive e festive nelle varie parrocchie, spiegando durante l’omelia il significato e l’organizzazione dell’iniziativa. L’adorazione si svolgerà nella chiesa di S. Giuseppe ogni giorno per 24 ore, suddivise in 4 fasce orarie (6-12; 12-18; 18-24; 0-6) all’interno delle quali ognuno sceglie la propria ora di disponibilità e la segnala al coordinatore generale Antonello Naticchi (cell. 320 957 0439; e-mail: toni.n5@libero.it) che provvederà a comunicare i nominativi ai coordinatori di fascia. Attualmente ci sono circa 240 iscritti, non ancora sufficienti a coprire le 168 ore settimanali necessarie. Solo quando il numero sarà completo si darà inizio all’Adorazione perpetua.
Paola Campanini – Il Nuovo Amico